Registrato a Siena – 2013
Appunti lezione dieci
1. Spirito, mente e corpo: lo snodo e il canale
Siamo arrivati a un punto preciso in questa serie. Lo spirito dell’uomo – l’anima, la mente – è lo snodo attraverso il quale il contatto con Dio avviene. Con il pensiero, il sentire, il volere, le emozioni, la volontà, l’intelletto il risultato di quel contatto si rende visibile. E il corpo partecipa con la sua dimensione materiale. Siamo un tutt’uno.
Questo spiega perché la battaglia nella mente è così decisiva: se le dinamiche che operano in noi ci impediscono di manifestare la santità di Dio, tutto ciò che riceviamo per contatto spirituale in noi non può trovare sbocco nella vita concreta. Gesù stesso pregò dicendo “Padre nostro, sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra”. Noi siamo coloro che lui ha creato per rendere quella volontà visibile in questa dimensione.
2. Le sette sollecitazioni: tavola di riferimento
Nella lezione precedente abbiamo introdotto questa tavola. La riprendo perché voglio affrontare ora più direttamente gli ingranaggi che si possono rompere nella mente e che le impediscono di funzionare come potrebbe.
Le sollecitazioni non sono altro che quelle spinte interiori per cui ciascuno di noi sente dentro di sé un trasporto verso il vivere, l’essere libero, il capire, il creare, il godere della vita, il connettersi con gli altri e il trascendere ciò che è visibile, unendosi a Dio. Ogni volta che sentiamo questo movimento interiore, è il nostro cuore che vibra alla vita. Riprendo questo schema da Muriel James, analista transazionale americana, credente in Gesù Cristo.
Sollecitazione | Obiettivo | Potenza |
Vivere | Trovare il significato della vita | Speranza |
Libertà | Autodeterminazione | Coraggio |
Capire | Conoscenza | Curiosità |
Creare | Originalità | Immaginazione |
Godere | Felicità | Entusiasmo |
Connettersi | Amore | Accudimento |
Trascendere | Unione con il Padre | Fiducia |
Ciascuna sollecitazione ha una direzione — un obiettivo verso cui tende — e una potenza che la muove. Quando la spinta a vivere è attiva, tende a trovare il significato della vita, e la speranza è la forza che la sostiene. Quando la spinta alla libertà si muove, tende all’autodeterminazione — alla capacità di decidere per sé stessi e attuare le proprie decisioni — e il coraggio è la forza che la muove. Così per tutte le altre.
Queste forze sono funzionali per natura e cercano espressione positiva, per il bene personale e comune. Ma se gli obiettivi che si perseguono sono malvagi e la potenza è abusata, le stesse forze possono avere una direzione distruttiva. Noi stiamo dietro le azioni buone quanto le azioni malvagie: ecco perché gli esseri umani, quando lo vogliono, possono essere altamente distruttivi. |
3. La direzione produttiva: Gesù come modello
Gesù incarna il modello di come tutte le sollecitazioni funzionano nella direzione del bene. Nella scena in cui i discepoli tornano meravigliati per la potenza del suo nome e lui dice “ho visto satana cadere dal cielo come una folgore”, il testo riporta che Gesù esultò nello spirito. La spinta a godere del momento di intimità con i suoi, la meraviglia della potenza dello Spirito Santo, la gioia per i piccoli ai quali il Padre aveva rivelato le sue cose: era lui che si muoveva pienamente, nella direzione per cui era venuto.
Lc 10,21 In quella stessa ora esultò nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». |
La forza che ha mosso tutta la vita di Gesù è la fedeltà al Padre, la fiducia in lui e nella presenza dello Spirito Santo. Questa fiducia lo ha portato sempre a trascendere — a vedere al di là — perché lo sguardo era rivolto al Padre e verso un piano più grande che si stava svolgendo. Lui era vero Dio ma vero uomo come se non fosse Dio: quello che lui ha sentito, provato, scelto e pensato, è quello che noi possiamo pensare, sentire, scegliere e provare.
4. I conflitti tra sollecitazioni
Le sollecitazioni non sempre procedono in armonia. Siamo sempre in movimento e quando le spinte interiori entrano in conflitto tra di loro si genera inquietudine e confusione.
La spinta a vivere e la spinta alla libertà sono spesso associate: per molti, una vita senza libertà perde il suo significato. La spinta al connettersi e la spinta a creare si intrecciano nell’unione tra un uomo e una donna: in quel legame c’è il desiderio di intimità e il desiderio di fecondità insieme. Quando i desideri più profondi si muovono in direzioni diverse, il risultato è l’indecisione e il disorientamento.
Vale la pena usare la potenza della curiosità per andare più in profondità in questo: dove si generano i conflitti tra i propri desideri più profondi? La consapevolezza di quale sollecitazione è in conflitto con un’altra è già metà del cammino verso la risoluzione.
5. Sollecitazioni bloccate: la diga
Pensate al noi stessi e alla potenza che ne esce per raggiungere gli obiettivi come un fiume. L’immagine è quella del fiume di Ezechiele — il fiume che sgorga dal tempio e scorre e dovunque arriva risana tutto. Là dove l’acqua è ferma, nelle sacche paludose, la guarigione non può avvenire, la vita muore. L’acqua viva che la Bibbia propone come immagine dello Spirito Santo corrisponde all’acqua che invece scorre, come un flusso di potenza risanatrice e vitale che Dio ha depositato in noi, che siamo il suo tempio santo sulla terra.
Ez 47,9 Dovunque arriverà il torrente, ogni essere che si muove e vive potrà vivere, e vi sarà un gran numero di pesci, poiché quell’acqua là arriverà e risanerà. |
Quando questo flusso è bloccato, è come se una diga sbarrasse il fiume da parte a parte. L’acqua non scorre più, non raggiunge alcune zone che restano insalubri. E in più resta imprigionata dentro di noi, e iniziamo a vivere un senso di frustrazione. Molto spesso ciò che lamentiamo come oppressione è esattamente l’impossibilità del flusso di avere sbocco aperto perché qualcosa lo blocca.
▸ Cosa può bloccare le sollecitazioni?
|
6. Sollecitazioni dissipate: i rivoli
Le sollecitazioni possono anche non essere bloccate da una diga, ma dissipate: disperse in tanti piccoli rivoli che sottraggono acqua al flusso principale finché alla fine esce poco e niente.
Quando siamo molto settati sul fare piuttosto che sull’essere — come Marta, a cui Gesù disse che Maria aveva scelto la parte migliore — stiamo dissipando la nostra forza. Quando diciamo sempre sì e non siamo mai capaci di dire no, stiamo aprendo tanti piccoli canali laterali che portano via energia mano a mano che il fiume scorre. L’uomo più preoccupato di quello che fa che non interessato a manifestare quello che è sta sprecando la sua potenza. È intento alle strategie di sopravvivenza piuttosto che a portare la vita.
Lc 10,41–42 Il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». |
Le situazioni che accompagnano la dissipazione sono riconoscibili: bassa autostima, senso di colpa, rabbia, confusione, paura. Non sono solo conseguenze — sono anche segnali che qualcosa nel flusso interiore si sta perdendo per via.
7. Sollecitazioni soffocate: le pietre nel fiume
La terza situazione è quella delle sollecitazioni soffocate o ristrette. Pensate al letto di un fiume pieno di sassi e ostacoli: il flusso si riduce, l’acqua scorre impetuosa e imprevedibile come le rapide, e la sua forza si disperde negli ostacoli.
Inferiorità, autocritica, paura, ansia, senso di colpa sono le pietre nel letto del fiume. Sono situazioni psicologiche, cognitive ed emotive che portano a soffocare ciò che possiamo esprimere e realizzare. Il risultato è un flusso imbottigliato, costretto, che non raggiunge la sua destinazione.
Blocchi, dissipazioni e soffocamenti sono sempre accompagnati da movimenti del cervello — emotivi e cognitivi — che sigillano il blocco o addirittura producono un velo che rende le sollecitazioni dell’anima ignorate. La persona non sa nemmeno di avere quella spinta. Non sente nemmeno la frustrazione: ha semplicemente smesso di cercare.
Ecco perché questa serie sulla battaglia nella mente è importante: una volta che ci rendiamo conto di avere un’anima, uno spirito e impariamo a riconoscerlo, ma non conosciamo le dinamiche mentali che fanno da tappo e da blocco, non abbiamo armi per poter liberare il nostro potenziale. |
8. La passione per la vita
Quando invece la sollecitazione non è bloccata né dissipata né soffocata, e la lasciamo crescere, diventa passione per la vita. La passione non è semplicemente un desiderio: è un desiderio al quadrato. È un grado superiore di intensità che trascina tutto e apre tutto alla forza di poter vivere quella vita.
Passione per la vita significa questo: un intenso desiderio, interesse e volontà di esprimere le sollecitazioni interiori. Non paura di morire — che è qualcosa di completamente diverso — ma amore per la vita che si manifesta. La passione è un segnale di ciò che abbiamo dentro e dell’obiettivo che ci è stato dato.
Quando invece non consentiamo a una sollecitazione di crescere fino a diventare passione, in quell’area diventiamo passivi. La passività non è altro che una spinta spirituale frustrata: non funzionando in quell’area, deleghiamo ad altri e mettiamo in essere strategie manipolatorie perché facciano al posto nostro ciò che abbiamo deciso di non essere capaci di fare — seguendo la bugia di satana piuttosto che la verità del Signore.
9. Le armi spirituali come chiavi per liberare lo spirito
La consapevolezza psicologica è una chiave inglese utile: ci aiuta a capire. Ma l’efficacia potente sta nell’arma spirituale — nella distruzione delle convinzioni e dei pensieri superbi che si alzano contro la conoscenza di Dio. Questi meccanismi che sembrano tutti umani hanno origine nelle strategie diaboliche: il diavolo usa il cervello e una mente ingannata come campo di battaglia insinuando o riproponendo o rafforzando pensieri svalutanti su noi stessi, sugli altri e sulla situazione che stiamo vivendo, portandoci a ignorare le esigenze e i desideri spirituali e a preferire le strategie personali di sopravvivenza.
Prendiamo un caso concreto. Se dentro di me ho una spinta potente al connettermi con gli altri — e Gesù disse “amatevi gli uni gli altri” proprio perché quella spinta è reale e robusta — ma in me si è formata una convinzione tutta copionale per cui mi ritengo inferiore, come potrò cercare l’amore nella relazione? Impossibile. Lì il diavolo ha già vinto. Ha chiuso quella persona e come risultato l’amore non si vedrà sulla terra. Quella persona starà male, sarà frustrata. E Dio è lì che aspetta.
10. Lo Spirito Santo e lo spirito umano
Lo Spirito Santo che ci è stato dato dimora nei credenti — non è in vacanza temporanea presso di noi. Gesù disse: “dimorerà in voi”. E così avvenne.
Quando— con le nostre sette sollecitazioni, con i nostri obiettivi e con le nostre potenze spirituali — ci uniamo allo Spirito Santo che dimora in noi, e quando abbiamo la mente aperta, non passiva, non piena di blocchi e fortezze ma disponibile allo Spirito di Dio e mansueta, come si può non vedere la santità di Dio manifestarsi?
Lo Spirito Santo ci dà sapienza — quella preziosa mistura tra il conoscere e il sapere come sperimentare o realizzare ciò che si conosce— intelligenza, consiglio, forza, conoscenza e timore del Signore. È lui che spiega le Scritture e porta alla verità tutta intera. Ed è la verità che ci fa liberi.
▸ Lo Spirito Santo e le sollecitazioni Il frutto che lo Spirito produce in noi — amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, autocontrollo (Gal 5,22–23) — corrisponde esattamente agli obiettivi delle sollecitazioni interiori dell’uomo quando queste sono libere di esprimersi nella direzione del bene. Le beatitudini disegnano lo stesso quadro: la felicità di chi ha fame di giustizia, di chi è puro di cuore, di chi opera per la pace sono immagini di un essere umano che funziona per ciò per cui è stato creato. |
11. La chiave: mitezza e umiltà di cuore
Gesù disse: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e troverete ristoro per le vostre menti”. Come se avesse detto: voi tutti le cui sollecitazioni interiori sono bloccate, dissipate, soffocate o ignorate — oppressi, stanchi, bloccati, depressi — venite. E aggiunse: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. La chiave per aprire la persona al suo divino destino e mantenerla liberata è la mitezza e l’umiltà di cuore.
Mt 11,28–30 «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero». |
La mitezza non è debolezza: è docilità di chi è capace di mantenere un basso profilo pur consapevole di poter fare la differenza. È la qualità di chi non combatte la vita né la resiste né vuole dirigerla a forza. La vita non si guida: noi non eravamo presenti quando ci è stata data. Ma quando la accompagniamo sapendo che c’è un piano eterno e che tutto concorre al nostro bene — perché amiamo Dio e siamo stati scelti da lui secondo i suoi disegni — lì troviamo pace nella mente.
L’umiltà di cuore è la disponibilità a sottomettersi al Signore: a rendere i propri pensieri obbedienti a Cristo, come abbiamo detto fin dalle prime lezioni. È l’atteggiamento opposto alla superbia — quel moto dell’anima che si innalza contro Dio. Possiamo rifiutare e cacciare il diavolo e i suoi demoni, distruggere le loro opere nel nostro cervello e nella nostra mente. Nel nome del Signore Gesù. E possiamo contemporaneamente imparare da lui ad essere miti e umili di cuore per rimanere nella sua pace. Questo è il programma di restaurazione.
12. Un esercizio: riconoscere le sollecitazioni bloccate
Per mettere in pratica quanto abbiamo detto, ecco un esercizio di discernimento. Non occorre molto tempo, ma sincerità.
◆ Le quattro domande
|
◆ Le quattro immagini del fiume Visualizzaticome un fiume e osservalo in queste quattro condizioni:
In che modo cambierebbe la tua vita se tu fossi liberodi esprimere il tuo potenziale spirituale? |
Fondazione Cantonuovo · La battaglia nella mente · Lezione 10
Mappa mentale lezione dieci
