Registrato a Siena – 2013

Appunti lezione 8

1. Un piano scritto prima della nascita

C’è un piano disegnato per ciascuno di noi — per il benessere personale e comune, per il successo, la prosperità e l’abbondanza. Non è un desiderio vago: è qualcosa che Dio ha stabilito dalla eternità, prima che nascessimo, prima che il mondo stesso fosse fondato. Quando ci ha scelti, lo ha fatto in Cristo e a causa di Cristo. Aveva già, da sempre, qualcosa di preciso in mente per ciascuno.

Quando veniamo al mondo arriviamo con un bagaglio invisibile: è il nostro DNA spirituale, un’iscrizione di vita che portiamo dentro perché da Dio veniamo. Veniamo da Dio e nasciamo in questa dimensione come esseri incarnati. Attraverso l’anima (il cuore, la mente) cominciamo a interagire con il mondo creato e con lo Spirito di Dio.

 

Geremia 29,11

«Io non ho fatto progetti di sventura per te, ma di pace.»

Dio annuncia in tutta la Bibbia che c’è un piano per tutti gli uomini che ha creato e quanto desidera che gli uomini lo vivano. Il punto è che siamo liberi di sceglierlo o meno. Veniamo con il potenziale di vivere questa vita che Dio ha previsto e già disegnato per noi, ma siccome Dio è amore — e nell’amore non c’è costrizione, altrimenti non sarebbe amore — ci lascia liberi. L’amore ha bisogno di un tu, e quel tu è libero di accettare o meno. Nell’amore c’è libertà, altrimenti non c’è amore, ma schiavitù.

Secondo il piano di Dio dovremmo avere intorno genitori, insegnanti, fratelli che ci aiutano a vedere come il piano di Dio nelle loro vite è stato vissuto e così coltivare quella spinta alla vita e il desiderio di viverla anche noi. Questa sarebbe la normalità. Ma sappiamo che non è così: ci sono problemi fin dal concepimento, perché il mondo è corrotto ed è sotto il dominio del demonio — Gesù lo chiama il principe del mondo.

 

Efesini 2,10

«Siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.»

Paolo lo dice con precisione: siamo creati per le opere buone. Dio predispone solo situazioni dove il tuo potenziale possa essere visto, il tuo scopo raggiunto, il tuo destino realizzato. Ha previsto tutto, situazione dopo situazione. Quando non facciamo le opere buone che Dio ha previsto, non stiamo vivendo la vita per cui siamo stati creati: stiamo vivendo una vita falsa, finta, che non esiste, che nessuno ha mai scritto, nessuno ha mai previsto. È un libro finto — quello è il libro del diavolo.

 

Salmo 139,16

«Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro. I miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno.»

Quali giorni? Quelli del suo piano. Se ascoltiamo la voce del Signore e facciamo ciò che lui dice, moriremo sazi dei nostri giorni — il nostro destino si compirà. Vivrò fino all’ultimo giorno che Dio ha previsto per me, per compiere lo scopo per cui sono stato creato. La morte non mi strapperà da questa vita fino a quando non avrò compiuto tutto ciò per cui sono stato creato. Questa è la fiducia che abbiamo nel suo piano.

Il destino: ciò che Dio ha disegnato per te

Non è solo la destinazione finale, ma ogni passo che nel presente facciamo camminando sulla strada che Dio ha disegnato per noi.

Fare quello per cui siamo nati è legato al principio dello scopo, del potenziale e della visione della nostra vita.

Quando quello che il disegno eterno prevedeva per me si realizza, Dio è con me e sto vivendo insieme a lui quel momento.

2. La scelta e i due libri

Questa scelta non è un’idea nuova. Nella Bibbia, fin dalla Genesi, il Signore Dio diede all’uomo un comando preciso: potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino — c’è abbondanza, prosperità, soddisfazione di tutti i bisogni — ma c’è un solo albero che rappresenta un pericolo perché incontra il desiderio dell’uomo di avere una propria sapienza per vivere la sua vita e ordinare il mondo (relazioni, risorse, circostanze) intorno a lui “a modo suo”. Dio, nel suo grande amore, ha lasciato la libera scelta all’uomo ma gli ha detto: se scegli per te ciò che costituisce una rottura della nostra relazione, la vita che avevo previsto per te non può più essere vissuta. Così è entrata la morte nel mondo.

Fondamentalmente ognuno si trova davanti a due possibilità: o vivere secondo il piano di vita per il quale è venuto al mondo e per il quale è disegnato e designato — il concetto dell’incarico — oppure vivere secondo il piano che il mondo gli propone come unico modo per sopravvivere, recitando il copione del personaggio di una trama adottata sotto pressione o ricatto.

Il libro della vita

Il piano della vita contiene il piano di Dio per ciascun individuo: è spirituale nella sua essenza e identità. È come se fosse scritto in un libro — il libro della vita — nel quale è scritto il mio destino e io lo compio giorno per giorno, fedelmente e per fiducia in colui che mi ha dato la vita. Se lo spirito dell’uomo è connesso con lo Spirito di Dio, l’individuo può affidarsi a questo piano e lo vede svilupparsi nella sua vita.

 

Romani 8,28

«Del resto noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.»

Paolo rassicura: Dio ha preparato tutte le cose che da sempre ha previsto che tu facessi e ti ha chiamato, ti ha creato per farle. Se mentre vivi questa vita in questa dimensione c’è qualcosa che non torna, ricorda che tutto concorre al bene — a due condizioni: di coloro che amano Dio e di coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Chi lo ama e vive secondo lo scopo di Dio, non rimarrà mai deluso dalla vita.

Il libro della menzogna

Questo piano illusorio — opposto al libro della vita — ha caratteristiche precise. Prima: non esiste prima che nasciamo perché non è predisposto da Dio. Seconda: viene redatto mano a mano che, vivendo, scegliamo consapevolmente o meno di rinunciare a vivere secondo il libro della vita. Quando non viviamo secondo Dio, autorizziamo automaticamente il nemico a scrivere le disgrazie che vuole proporci. Terza: è un piano malvagio. Il diavolo non è qualcuno che fa il male: è il male in persona. E se lo seguiamo, questo piano rende le persone prigioniere delle loro stesse scelte.

Non è una vita che esiste: è una vita che viviamo come se fosse un ologramma se non scegliamo il piano di Dio. E quando la viviamo, viviamo le disgrazie, le sventure; siamo infelici — e l’infelicità non viene da Dio. Anche nelle prove, anche nelle situazioni più dure, Dio ci garantisce che avremo la forza per affrontare tutto con la sua gioia.

I tre tratti del libro della menzogna

1. Non non è stato scritto da Dio, non appartiene al suo piano.

2. Si redige mano a mano: ogni scelta che ci allontana da Dio aggiunge una pagina al copione del nemico.

3. È un piano malvagio: rende prigionieri delle proprie scelte, priva di un ambiente favorevole, propone la sopravvivenza al posto della vita.

3. La maledizione come forza soprannaturale

La scelta tra il piano di Dio e il piano della menzogna non è neutra: ha conseguenze reali che vanno al di là della psicologia e delle idee. Il Deuteronomio lo dice con una chiarezza che non lascia spazio a interpretazioni: se ubbidirai alla voce del Signore verranno su di te tutte le benedizioni. Al contrario, se non obbedirai, verranno su di te tutte le maledizioni.

 

Deuteronomio 28

«Verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni… »

La maledizione è quella cosa che ti impedisce di vivere la pace e la salvezza, l’abbondanza e la prosperità, la sicurezza che Dio ha previsto nel suo piano: consiste nel bloccare ogni istante di quella vita predisposto perché tu lo vivessi. È una forza soprannaturale. Non la puoi combattere con le idee, non la puoi combattere con i ragionamenti né con i sentimenti. La puoi solo distruggere con le armi spirituali di cui parla Paolo.

Tutte queste cose nella mente sono inganni ma noi abbiamo la forza dello Spirito per la fede — la fedeltà a Gesù e la fiducia  in lui— per distruggere questi specchi falsi.

E poi c’è la dimensione inter-generazionale. Basta che in una generazione si cominci a essere distratti su queste scelte perché entri la maledizione: non solo un bagaglio biologico con malattie e programmazioni epigenetiche, non solo un bagaglio psicologico — perché si trasmettono tratti psicologici di generazione in generazione — ma anche un bagaglio spirituale, cioè quella che la Bibbia chiama “iniquità” che si porta dietro spiriti maligni che hanno approfittato di quella scelta di maledizione e che inseguono i discendenti per avere titolo su quell’eredità spirituale loro passata. La maledizione non viene dalle idee: è una forza soprannaturale. Sono cavalcate da spiriti maligni, invitati attraverso le scelte di morte che una persona fa, spesso inconsapevolmente.

4. Il copione: un compromesso tra bisogni e vulnerabilità

Il copione non è altro che un compromesso tra bisogni e vulnerabilità. Ognuno nasce con dei bisogni dentro di sé — fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima, di autorealizzazione — che spingono alla vita. Insieme ai modelli e all’ambiente secondo Dio, questi bisogni dovrebbero trovare risposta in modo naturale, portando la persona a sviluppare quella fiducia che cresce con lei e asseconda le spinte di vita.

Quando questi bisogni non sono soddisfatti, la spinta alla vita è frustrata e allora la persona si trova a fare scelte sotto pressione: ambientale, familiare, affettiva, cognitiva, di qualsiasi genere. Il mondo ti propone una vita che non esiste ma che sei quasi costretto a scegliere perché è l’unico modo che ti viene proposto per sopravvivere. Se manca il soddisfacimento dei bisogni primari — la sicurezza, il senso di appartenenza, la capacità di stimarsi, l’intimità con le persone e con la vita — l’unico modo di sopravvivere è cercare, con scelte indipendenti dal piano di Dio, una via di uscita. La migliore possibile in quel momento, ma dettata dalla sopravvivenza o dal ricatto: o fai così o non ti vogliamo.

Chiunque può scoprire cosa sia accaduto nella sua infanzia che lo abbia indotto a prendere decisioni su se stesso e sugli altri, condizionate dalle influenze genitoriali, familiari, culturali, filtrate dalla percezione personale. Decisioni che hanno modellato la personalità. Pensate che il copione di vita nei primi sei anni di vita è già quasi completo.

 

Berne (AT)

Il copione è il piano di vita fasullo, illusorio, immaginario — proposto dalla necessità impellente di sopravvivere — che la persona costruisce sulle proprie convinzioni radicate.

Un individuo si trova così a prendere decisioni, stretto da un compromesso necessario. Le esperienze successive rinforzano quelle decisioni precoci, consolidano le posizioni esistenziali, le convinzioni di vita, le svalutazioni su se stesso e sugli altri. Si fa un piano di vita, se lo prefigura e poi lo vive perché quello è il terreno familiare — il terreno su cui si trova bene perché lo conosce, perché lo ha scelto. Ecco perché a volte sembra che la gente possa intravedere la luce ma c’è qualcosa che la riporta a fondo, nella storia di disgrazia, nella mediocrità che distrugge.

La persona decide di vivere una vita che non vede negli altri, che non sente dentro, che non riconosce come quella con cui sarebbe venuta al mondo. Il potenziale di vivere quella vita  viene messo da parte e si cominciano a fare scelte di sopravvivenza, dettate dalla necessità di non soccombere. Nel tempo queste scelte diventano convinzioni e le convinzioni diventano fortezze della mente. Paolo lo ha detto: fratelli, abbiamo le armi per distruggerle. Sono ragionamenti superbi che ci impediscono di conoscere Dio. Distruggiamoli e al contempo assoggettiamo di nuovo al Messia ogni nostro pensiero, così potremo ritrovare il filo della nostra vita.

5. Divieti, incantesimi e il demone

I divieti

Il copione non ha solo i messaggi che arrivano dai genitori o da figure di riferimento: riceve dagli stessi anche il piano e il modello perché, vivendo la vita che propongono con i messaggi, quelle figure diventano modello della vita indicata, guida nelle funzioni pratiche suggerite. L’individuo è così indotto a fare scelte particolari — vive secondo quei messaggi e quelle scelte che si è trovato a fare a causa dell’ambiente in cui era e della soluzione intuitiva che ha trovato, in base alla percezione esclusivamente personale che ne ha avuto.

I divieti di copione sono come divieti ad esistere. Le persone sentono su di sé questo divieto, lo assorbono e poi vivono con quella cosa dentro: non esistere, non essere se stesso, non crescere, non riuscire, non essere importante, non essere intimo, non stare bene, non pensare, non sentire le emozioni. Vivere così è una maledizione.

Gli incantesimi — Steiner

Più precisamente, Steiner intende l’incantesimo come il risultato del potere che hanno i genitori di influenzare i figli, di plasmarli secondo il desiderio di far fare loro delle cose e di impedirne altre — spesso inconsapevolmente. Ci viene proposta insomma una vita illusoria e non ce ne rendiamo conto. Questa capacità di fare incantesimi — di condurre le persone a credere a quei divieti — è un aspetto di una capacità più generale che hanno tutti gli esseri umani.

L’analisi degli incantesimi o sortilegi fa parte dell’analisi delle transazioni, cioè degli scambi comunicativi, in quanto riguarda l’analisi dei messaggi occulti, i loro effetti, il loro potere. Le persone possono essere influenzate in senso positivo o in senso negativo: il potere di farlo può dirsi magia o stregoneria. Le due facoltà implicate vengono da questo potere di fare incantesimi, che consiste nel mettere il divieto nelle persone e nello spingerle a fare cose che le danneggiano. È un potere esercitato sugli altri allo scopo di danneggiarli.

La maggior parte degli studiosi analisti transazionali sono arrivati a capire che questo uso distorto dell’anima, dei messaggi, delle parole e anche del non verbale — e dei rinforzi che da adulti subiamo o viviamo — non fa altro che incantarci, portarci a vivere una vita che non è la nostra. I termini che hanno trovato in relazione alle figure di riferimento negative sono di streghe e orchi, perché invece di benedire e accudire con amore ingenerano divieti e ordini che portano a sudare tutta la vita senza arrivare a nulla. La regia di tutto questo è del nemico di Dio e degli uomini: il diavolo.

Il demone di Berne

Berne ha teorizzato la presenza di un elemento chiave del copione che chiama demone: una voce che esorta irresistibilmente a cercare la propria distruzione, l’improvvisa spinta soprannaturale che determina il destino di un uomo. Non è divina e nemmeno umana. Forse, dice Berne, la voce di un angelo decaduto che parla con un sussurro seducente, come un’ammaliatrice. Si tratta della coazione a ripetere che spinge gli uomini verso il loro destino funesto.

È significativo che Berne, uno psichiatra che studia le dinamiche della mente, arrivi a vedere in fondo a questa vita di copione qualcosa di spirituale e che è veramente sia il motore che il frutto di maledizioni. Il copione operano a un livello inconscio: non ne siamo consapevoli. Ecco perché portare alla consapevolezza ti fa vedere — e quando vedi puoi scegliere che non lo vuoi.

La catena: dall’ambiente alle fortezze

Esperienze di bisogni insoddisfatti decisioni precoci posizioni esistenziali convinzioni svalutanti copione fortezze della mente.

Ogni anello della catena rafforza il precedente. Rompere la catena richiede prima di tutto di vederla.

La consapevolezza è condizione necessaria ma non sufficiente: la potenza per rompere la catena è data dallo Spirito di Dio.

6. La via d’uscita: la soluzione è Gesù

Non andiamo a finire in una soluzione psicologica: la soluzione è Gesù e sta nello Spirito Santo. Con la psicologia e le neuroscienze siamo in grado di arrivare alla consapevolezza di ciò che ci succede per poter di nuovo scegliere. La decontaminazione della nostra persona da tutte queste situazioni e dinamiche dettate da scelte sbagliate ci porta a una vera consapevolezza di quello che ci affligge — e quando lo vediamo possiamo scegliere di non volerlo più. Il problema è che se non vedi non puoi nemmeno scegliere di non volerlo. Se hai gli occhi bendati non sai dove sei.

Per questo è molto utile capire le dinamiche della nostra personalità: cosa ci succede, dove siamo, come viviamo, come reagiamo, come potremmo e dovremmo agire. Questo ci mette in grado di poter scegliere di nuovo. Ma ogni potenza è poi data dallo Spirito di Dio che, unito a noi, riattiva il piano della vita e così possiamo riprendere a vivere secondo questo piano.

Non ci rimane che accettare di guardarci dentro, di vedere come stiamo vivendo, accettare di diventare consapevoli delle nostre dinamiche, accettare il Signore Gesù Cristo, accettare il rapporto personale con Dio Padre nello Spirito Santo — che ci è dato quando accettiamo il Signore Gesù — e accettare quel piano di vita, scegliendolo liberamente, che lui ha predisposto per noi. Pregare per distruggere le fortezze della nostra mente che sono le convinzioni del copione — che ci fanno pensare che non valiamo, o che gli altri non valgono, o che la vita non mette conto di essere vissuta.

Ad ogni nostro bisogno c’è una sola soluzione: Gesù. Quando scegli Gesù, il suo regno irrompe nella tua vita, irrompe in questa dimensione e inizi a vivere quel piano che da sempre Dio aveva previsto per te. Non è teoria, non è teologia: è reale e noi ne siamo testimoni perché lo abbiamo sperimentato.

La soluzione non ce l’hanno i politici, gli scienziati, i terapeuti, né qualsiasi categoria di persone influenti nei sistemi che governano il mondo, compresa la religione. La soluzione non ce l’ha la teologia. La soluzione ad ogni problema del mondo è Gesù — e tornerà — perché Gesù è Dio che salva e che ci libera da ogni maledizione, dalla schiavitù del peccato e dal potere del diavolo, e ci immette in quel sentiero di vita che Dio ha sempre previsto per noi.

Sei stato creato per le opere buone che Dio ha già preparato

perchè ti comportassi conformemente.

Cfr. Efesini 2,10

Riferimenti biblici

Genesi 2,16–17 — il comando nel giardino; la libertà e i suoi confini

Genesi 3,16–19 — conseguenze della scelta: il piano della menzogna si apre

Deuteronomio 28–30 — benedizione e maledizione; la scelta davanti al popolo

Salmo 1 — il giusto e l’empio: due traiettorie

Geremia 29,11 — «progetti di pace, non di sventura»

Romani 8,28 — tutto concorre al bene di coloro che amano Dio

Efesini 2,10 — creati per le opere buone predisposte da Dio

Salmo 139,13–16 — formato nel segreto; i giorni scritti nel libro

2 Corinzi 10,3–5 — le armi spirituali per distruggere le fortezze

Mappa mentale lezione otto