Il richiamo dell’origine: oltre la religione per ritrovare il progetto
Chiamati a regnare nella vita insieme a Lui
Nel cuore di ogni uomo vive una spinta originaria, il richiamo della sorgente che ci spinge a desiderare l’unione con Dio e di condividere con Lui la vita che ha donato sulla terra.
Non si tratta di un impulso passeggero o di una tensione culturale, ma di una spinta originaria che accompagna l’uomo dal concepimento fino alla morte. È il richiamo della sorgente da cui l’uomo proviene, il desiderio di vivere pienamente, in comunione con Colui che ha dato origine alla vita.
Attraverso la fede nella persona e nell’opera di Gesù Cristo, l’uomo riceve l’abbondanza della grazia e il dono della giustizia ed è chiamato a regnare nella vita insieme a Lui.
Questo regnare non è dominio sugli altri, ma partecipazione attiva al governo di Dio sulla terra, affinché la vita di Dio possa manifestarsi nelle circostanze concrete dell’esistenza.
Gesù fu chiaro al riguardo, quando sorse anche una discussione tra i suoi su chi di loro poteva esser considerato il più grande. Fu allora egli disse, “chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve … io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me”. (Lc. 22, 26-29).
Progetto divino di estendere il Regno
Chi è fedele a Gesù viene coinvolto nel progetto divino di estendere il Regno, collaborando con Cristo nel servizio agli esseri umani, affinché tutte le genti siano raggiunte dal messaggio del regno e possano diventare discepole di Gesù, tornando nella famiglia di Dio.
Dentro ogni persona esiste il desiderio di affrontare la vita senza essere schiacciata dalla paura, dall’ansia o dall’incertezza del domani.
È il desiderio di portare nel cuore una risposta, una direzione, una stabilità che non dipendano dalle condizioni esterne.
Questa inclinazione profonda nasce dal fatto che la vita di Dio è presente nell’uomo, perché da Dio proviene.
Per questo ogni uomo avverte la necessità di affrontare le circostanze con la sapienza di Dio, anche quando non riesce a darle un nome.
Ha bisogno di sapere il “come” fare, non solo di conoscere “cosa” fare. Sempre a condizione che capisca il “perché” di ogni cosa.
E solo lo Spirito Santo, che è Dio, dona sapienza, conoscenza e intelligenza divine
Alla ricerca della riconnessione con il Creatore
Nel corso della storia, ogni civiltà, cultura, nazione ed etnia ha cercato una forma di riconnessione con il Creatore.
L’umanità si è affannata nel tentativo di ritrovare l’accesso a Dio, ma senza riuscire a individuarne la chiave.
È in questo contesto che Gesù Cristo entra nella storia: venendo sulla terra, Egli riporta il Regno di Dio a tutte le nazioni.
Chi crede in Lui può riappropriarsi della capacità originaria di governare la vita: il suo “servizio regale” consiste nel custodire l’ambiente coltivandolo amorevolmente. Nell’affrontare le circostanze sotto la volontà di Dio e in armonia per passarci attraverso nel risolverle a favore del piano di Dio.
Questo era il piano di Dio fin dall’inizio, un piano che non è mai stato abbandonato. L’originalità di questo messaggio risiede nella distinzione netta tra religione e Regno.
Distinzione netta tra religione e Regno
Il progetto divino non prevedeva l’istituzione di una religione fatta di affanno umano in adattamento alle difficoltà, regole, riti o pratiche volte a purificare la coscienza o a conquistare il favore di una divinità distante, nel tentativo di raggiungerla. Il piano di Dio era che l’uomo manifestasse sulla terra la vita stessa di Dio, vivendo in comunione con Lui, poiché da Lui proveniva e con Lui era destinato a rimanere. Fu Dio che raggiunse l’uomo per restaurare il Suo progetto originario.
Questo piano fu ostacolato dalla ribellione. Il tradimento del serpente nel giardino di Eden, la diffusione della malvagità che condusse al diluvio e la superbia di Babele che divise l’umanità segnano tappe decisive di questa frattura. Tuttavia, Dio non ha mai elaborato un piano alternativo. Il Suo intento è sempre stato quello di dimorare sulla terra con una famiglia di figli che collaborano con Lui nel governo del creato. Fin dall’eternità, Dio ha predisposto le condizioni necessarie per restaurare ciò che aveva stabilito all’origine.
Come ristabilire la connessione?
Quando Gesù venne sulla terra e la Parola si fece carne, il Suo messaggio fu chiaro, anche se profondamente frainteso. L’uomo aveva cercato di raggiungere Dio attraverso propri sforzi, sistemi religiosi e pratiche sacre per garantirsi la sopravvivenza e il favore divino. Gesù mostrò che questa non era la volontà del Padre. Il tempo dello sforzo per arrivare a Dio era finito; era iniziato il tempo di in cui Dio raggiunge gli uomini come vero uomo. Affinché l’uomo potesse vivere insieme a Dio sulla terra, condividendo la Sua vita.
Gesù non portò un metodo, né un sistema ritualistico o legalistico.
Non venne a fondare una religione, ma a restituire all’uomo la posizione sacerdotale di rappresentante di Dio che aveva perduto a causa della ribellione. Gesù ricostituì la famiglia umana di Dio sulla terra come una comunità vivente.
In Genesi leggiamo che Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza e gli affidò il dominio sulla terra. L’umanità fu chiamata a riempire il mondo di portatori dell’immagine divina, diffondendo la conoscenza e la gloria di Dio nel creato.
Il desiderio più profondo dell’uomo non è semplicemente sopravvivere. I bisogni primari – cibo, protezione, sicurezza – sono necessari, ma non sufficienti a soddisfare il cuore umano. L’uomo può anche sopravvivere, ma sentirsi profondamente frustrato se non vive lo scopo per cui è stato creato. Questo scopo è governare la terra per conto di Dio, manifestare la Sua vita nel creato e vivere in comunione con Lui.
Il messaggio di Gesù
Questo è il messaggio di Gesù: il Regno di Dio è stato riportato sulla terra. Gli uomini sono chiamati a vivere come famigliari del Re. Nei Vangeli, Gesù predica continuamente il Regno dei Cieli. La buona notizia è che il Regno è riaperto ed è accessibile a tutti. Chi lo accoglie viene ristabilito nella posizione di rappresentante del governo celeste, non per dominare sugli altri, ma per servire lo scopo di Dio e la nostra vocazione come portatori della sua immagine, affrontare le circostanze senza esserne travolto e testimoniare che la vita è un dono prezioso di Dio.
Come Gesù disse, “I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt. 20, 25-28).
Quando Gesù proclamò: «Cambiate modo di pensare, perché il Regno dei cieli è vicino», annunciava che il Regno era di nuovo a portata di mano. Il cambiamento richiesto non era rituale, ma implicava una trasformazione della mentalità (metanoia): fidarsi di Lui, rimanergli fedeli e accogliere la realtà del Regno presente.
La scelta fondamentale è tra il “metodo dello sforzo” e la metanoia: un cambio di mentalità che ci permette di smettere di sopravvivere per iniziare a vivere come familiari del Re, cercando il Suo Regno come priorità assoluta.
Gesù non venne a placare un dio lontano, ma a ristabilire la connessione con l’Altissimo. Il Suo scopo era riportare lo Spirito Santo nell’uomo, affinché la capacità di vivere e governare secondo la sapienza di Dio fosse riattivata.
Le priorità del Regno di Dio
Il Regno di Dio ha delle priorità. La Bibbia è il libro che racconta il Regno, il Re e i figli del Re che Lo rappresentano sulla terra. Questo cambia radicalmente il modo di leggerla. Gesù insegnava che la priorità dell’uomo non è l’affanno per il cibo, il vestito o la sopravvivenza. Queste sono esigenze naturali, ma non il centro della vita secondo Dio.
La priorità è il Regno di Dio e la Sua giustizia. Tutto il resto viene aggiunto. Queste sono parole di un Re che conosce i bisogni delle Sue creature. Gesù chiarisce che chi vive come i “gentili”, affidandosi a sistemi o metodi religiosi per ottenere sicurezza e protezione, non ha incontrato il vero Dio. Chi conosce il Padre sa che il Regno è la priorità assoluta.
Cercare il Regno significa seguirne la traccia, desiderarlo, investigarlo, imparare a vivere e collaborare sotto il Suo governo. Questa tensione verso Dio è innata nell’uomo, ma spesso viene fraintesa come qualcosa che si realizzerà solo dopo la morte. Gesù ha mostrato che l’intimità con Dio è possibile già ora, nella vita presente.
Il Regno dei Cieli è una realtà attuale, anche se non ancora nella sua pienezza finale. Gesù è venuto a inaugurarlo e a riempire di Spirito Santo coloro che scelgono di restargli fedeli. Vivere nel Regno significa rappresentare Dio sulla terra, vivere in pace, governare le circostanze e manifestare la nuova creazione.
La priorità assoluta è comprendere e vivere il Regno di Dio. È questo che i cristiani pregano quando dicono: «Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra». Il messaggio di Gesù è chiaro: il Regno di Dio è già presente, ed è affidato a uomini e donne chiamati a rappresentarlo, affinché la Sua influenza trasformi la terra.
Maurizio Tiezzi