Viviamo in tempi così difficili che sempre più persone desiderano un nuovo inizio.
Alcuni sognano un leader eroico, altri un nuovo inizio nella politica, nell’economia, o in reset climatici, scienza, integrazioni culturali e così via. Mi sembra che tutti possiamo davvero contribuire in ogni campo della società, anche producendo cambiamenti significativi, pur consapevoli che non possiamo risolvere definitivamente il problema alla radice del male, dell’iniquità e dell’ingiustizia.
La storia mostra che l’umanità può solo favorire adeguamenti o miglioramenti temporanei per la società. È un dato di fatto che la malvagità sta aumentando irrimediabilmente, ma noi crediamo che sarà così solo fino al ritorno del Signore, che è l’eterna agognata soluzione definitiva.
Il ritorno del Messia introdurrà il progressivo, ma definitivo Nuovo Inizio, iniziando una nuova era con la resurrezione dei nostri corpi, l’agognato regno eterno di Yeshua fisicamente stabilito sulla terra, l’eliminazione di ogni male con la totale distruzione del diavolo e così via, fino a una vita su una nuova terra, sotto un nuovo universo, nella nuova Gerusalemme.
Di uno scenario così totalmente nuovo una caparra spirituale era già stata data a Pentecoste, di 2.000 anni fa, a Gerusalemme, quando nacque la chiesa. Da quel momento, chi è nato dall’alto, è immerso e inabitato dallo Spirito Santo, vive già nel regno “spirituale” di Dio, anche se in mezzo a nemici in un mondo decaduto. Ma allora, nei nostri corpi risorti, condivideremo il regno e la gloria del manifestato re Yeshua.
Come credenti sappiamo bene che vivremo il “tempo” che seguirà quel Nuovo Inizio, a seconda di come abbiamo vissuto “fino alla fine” il tempo in cui ci troviamo ora.
Oh, il timore del Signore!
Questo è ciò che ci tiene ancorati nel qui e ora, mentre guardiamo avanti alla gloria futura. La beata speranza del suo ritorno non ci toglie la responsabilità mentre viviamo il presente. Non possiamo, quindi, cadere in nessuna trappola religiosa focalizzata solo sulla vita dopo la morte. Al contrario, ci impone di agire ora.
La seconda venuta del Signore è il cardine che unisce la storia all’eternità.
Gesù lo ha predetto più volte. Sarà un evento radicale, globale, visibile e ovvio per tutti.
Alla sua prima venuta aprì il regno a tutte le persone di buona volontà.
Al suo ritorno lo chiuderà a tutti i malvagi impenitenti. Per sempre! L’iniquità non potrà trovarvi la sua dimora.
Frattanto, lo Spirito Santo continuerà a potenziare sempre di più i credenti. Mi sembra che le Scritture dicano che negli ultimi giorni tale potenza sarà aumentata e amplificata come mai prima d’allora, per permettere al “resto” di combattere e resistere anche all’anticristo. Ci sarà guerra. Il nemico sembrerà aver vinto. Ma solo fino al ritorno di Yeshua.
Il Signore ha predetto che in quel giorno ci sarebbero stati cataclismi cosmici. Non più luce del sole, né della luna, né delle stelle. Oscurità totale. E poi, nel silenzio assordante del cielo, un fulmine improvviso abbaglierà contemporaneamente tutta la terra: questo è il segno del Figlio dell’uomo che sarà visibile nel cielo. Improvvisamente Gesù radunerà i suoi, getterà vivi l’anticristo e il falso profeta nello stagno di fuoco, ucciderà coloro che hanno cercato di salvare la loro vita prendendo il marchio della bestia e adorando l’anticristo. Il nostro Re stabilirà il suo regno fisico sulla terra e alla fine scaccerà il diavolo per sempre.
Il giorno del ritorno di Yeshua è il grande e terribile giorno del Signore, il giorno della vendetta di Dio. Yeshua predisse quali sarebbero stati i segni di questi eventi finali in modo che non fossimo colti impreparati. Insisteva nel dire: “Vigilate fino al mio ritorno, siate vigili e pronti”. Nessuno può conoscere il giorno né l’ora del suo ritorno. Tuttavia, siamo chiamati a discernere la stagione della sua venuta, che sappiamo culminerà quando la buona notizia del regno sarà stata predicata e testimoniata a tutte le nazioni (Mt 24,14).
Yeshua ha fatto conoscere tutte queste cose solo ai suoi discepoli. Non alle folle, né ai religiosi, né ai politici, né a nessun uomo potente. Solo ai suoi intimi amici, perché quegli avvertimenti servissero loro da lampada per illuminare i tempi bui che sarebbero venuti e per vegliare perseverando fino alla fine.
In effetti, tali profezie non avrebbero mai potuto avvertire il mondo della sua inevitabile fine. Il mondo non ci crederebbe mai. Un sistema non può confidare nella sua fine, perché non sarebbe un sistema, ma un accidente storico destinato a dissolversi.
Pertanto, continuiamo ad esortarci a vicenda con il pensiero che è Dio stesso che ha concepito il cammino della redenzione. L’ha già vissuto nell’eternità e ora lo percorre con noi nella storia, avendoci promesso di non lasciarci mai.
Incoraggiamoci a vicenda a continuare a confidare in Dio!
Ricordiamo Noè, Abramo e Mosè. Fecero viaggi storici preparandosi diligentemente, affrontando le difficoltà sconosciute e insormontabili con la speranza nel cuore, senza deviare né a destra né a sinistra. Come hanno fatto? Si fidarono di Dio che aveva fatto la promessa e seguirono fedelmente le sue istruzioni. Cari amici, quando amiamo Dio, ascoltiamo la sua parola e agiamo di conseguenza. Confidiamo nello Spirito Santo che abita in noi per guidarci e manifestare la sua potenza attraverso di noi. Continuiamo dunque a vegliare e non mancheremo il destino stabilito per noi da Dio.
Dopotutto, ci è già stato annunciato cosa accadrà. Più o meno:
– guerre, terremoti, carestie e pestilenze aumenteranno di intensità, numero e frequenza.
– I fedeli del Messia saranno perseguitati, odiati ed uccisi.
– Nelle famiglie, i “credenti” si odieranno e tradiranno a vicenda, per salvarsi.
– Molti credenti saranno fuorviati e sviati, per paura rinnegheranno la loro fede e, mentre la perversione si diffonderà in tutto il mondo, l’amore di molti di loro si raffredderà.
– I santi continueranno a ricevere potenza dallo Spirito Santo per essere testimoni di Yeshua.
– Ci sarà un picco di eventi, che precipiterà in Giudea. L’idolatria prenderà il sopravvento e i guai diverranno “grandi”.
– Falsi messia e falsi profeti continueranno a ingannare molti credenti.
– Ci sarà un attacco militare e un terrore senza precedenti.
– Il messaggio del regno sarà annunciato ovunque e testimoniato a tutte le nazioni.
– Il mondo odierà i santi e la potenza crescente data loro da Dio e all’anticristo sarà permesso di muovere guerra contro di loro, sconfiggerli e ucciderli.
– Allora Yeshua tornerà, come Re glorioso, per raccogliere la vittoria promessa e condividerla nella gloria con i suoi, per sempre.
Che vantaggio abbiamo a perdere tempo su questioni vane e carnali (dalle dottrine non essenziali ai vaccini) che stimolano la divisione tra noi e la disobbedienza civile? O a dedicare le nostre energie al labirinto di presunti complotti e cospirazioni?
Le profezie della fine dei tempi ci sono utili perché non ci perdiamo per strada e anzi continuiamo con coraggio e potenza a diffondere il messaggio del Regno, mantenendo l’unità tra noi.
L’avvertimento messianico è rivolto, infatti, a coloro che rischiano, se trovati infedeli e impreparati, di essere “tagliati a pezzi e assegnati in un luogo con gli ipocriti, dove sarà pianto e stridore di denti” o chiusi fuori dal banchetto nuziale con un “Non vi conosco” (Mt 24,45-25,30) o addirittura uccisi davanti al Re per suo ordine (Lc 19,11-27).
A chi si riferisce il Messia? E cosa significa?
È generalmente creduto e accettato che Yeshua parli ai credenti e di loro. Ciò appare verosimile dalle parole usate nei testi, dove si rivolge a loro come “servi” di un padrone momentaneamente assente che tornerà e come “vergini” in attesa del ritorno del loro promesso sposo. Prendendo le mosse da tali premesse, gli studiosi offrono varie interpretazioni: alcuni ritengono che questi servi e queste vergini, rivelandosi malvagi, infedeli, stolti o pigri, abbiano perso la salvezza eterna. Alcuni altri deducono che sono esclusi soltanto dal regno millenario del Messia. Altri ancora dicono che, se quest’ultima ipotesi fosse vera, allora sarebbe logico considerare ammissibile per loro una sorta di punizione-esclusione-tormento temporaneo tra il ritorno del Messia e la Nuova Gerusalemme, senza però perdere l’eterna “salvezza”.
Queste poche riflessioni, su questioni molto controverse, possono portare anche a notevoli divisioni dottrinali.
Cosa dire allora? Ebbene, una cosa è certa: il Messia ci invita a vigilare con fedeltà, affermando chiaramente che ogni azione avrà la sua conseguenza. E questo è tanto più vero per coloro che sono suoi seguaci. Infatti, quando Yeshua ritornerà:
– i miscredenti, ignari dei tempi e abituati al peccato, si dedicheranno alle loro ordinarie occupazioni e saranno colti di sorpresa.
– I credenti, invece, rafforzati dalle istruzioni di Yeshua e dalla potenza dello Spirito, dovrebbero perseverare nel fare la loro parte ed essere trovati fedeli mentre vigilano.
Il Messia disse: “Chi persevererà sino alla fine sarà salvato” (Mt 24,13).
Paolo scrisse, per ispirazione dello Spirito Santo, “Così dunque, miei diletti, obbedienti come sempre siete stati, non solo quando sono presente, ma tanto più ora che sono assente, operate la vostra salvezza con timore e tremore” (Fil . 2:12).
E scriveva anche Pietro, “Perciò, fratelli, siate tanto più desiderosi di rendere ferma la vostra chiamata ed elezione, poiché, così facendo, non inciamperete mai. In tal modo infatti vi sarà abbondantemente provveduto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore Gesù Cristo” (2Pt 1,10-11).
E Yeshua ci dice ancora, “Perciò, preparatevi anche voi, perché nell’ora che non pensate, verrà il Figlio dell’uomo“, mentre intanto si chiede, “Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?”. E sappiamo che è “… in arrivo“. (Apocalisse 22:20).
Che storia meravigliosa!
Yeshua ha ancora molte cose da fare e tutte saranno compiute.
Preghiamo per avere un cuore fiducioso e fedele, un desiderio puro di essere eternamente uniti a lui, un santo timore di tradire le sue istruzioni mentre è temporaneamente assente.
Affinché ciò accada, preghiamo e aspettiamo di essere potenziati dallo Spirito Santo per perseverare ed essere audaci nell’adempiere l’incarico datoci dal nostro Dio.
La vera chiave per affrontare questi giorni è conoscere le vie di Dio e confidare che avverrà una nuova grande effusione dello Spirito Santo e riceveremo potenza, guida e saggezza in misura adeguata ai tempi difficili che siamo chiamati a vivere.
Il Signore ci ha chiamati ad essere suoi testimoni e araldi, anche negli ultimi giorni della fine dei tempi. Si aspetta che non siamo colti di sorpresa dal suo ritorno. Il suo secondo avvento trasformerà la terra e la vita su di essa.
L’Agnello e il Leone sono Uno: misericordia e gloria, così come sacrificio e vittoria, non possono essere separati.
Amen. Vieni, Signore Gesù!
Maurizio Tiezzi
Articolo pubblicato in inglese sulla rivista “Thy Kingdom Carriers”, Gennaio 2022