Gennaio 13, 2013

La novità di una nuova esperienza d’amore

L’amore è forse l’argomento che riscuote universalmente il maggior interesse.

Ho scoperto che una delle più importanti informazioni che Gesù dette riguarda l’amore e le relazioni che condivise, peraltro, senza abolire ciò che in precedenza era già stato scritto nel Vecchio Testamento. Ora l’amore ha due misure, due modalità e due accenti.

La vecchia misura era di amare il nostro prossimo come noi stessi. Questo significa che se non amiamo noi stessi, non possiamo amare il nostro prossimo; e che possiamo amare il nostro prossimo solo nella misura in cui amiamo noi stessi. La vecchia modalità consisteva nell’amare il nostro prossimo senza concentrarci sulla relazione. Era come una norma interiore di comportamento dell’individuo che non richiedeva che ci fosse reciprocità. L’accento era sul nostro prossimo e Gesù spiegò che il nostro prossimo era chiunque fosse nel bisogno.

La novità che Gesù portò riguardo l’amore la dimostrò durante la sua vita e la proclamò ai suoi discepoli quando stava per lasciarli. Credo che la novità della reciprocità nell’amore fu il centro dell’ultima cena e il punto più alto di tutto il Vangelo. Gesù disse che dava loro un nuovo comandamento che consisteva nel continuare ad amarsi gli uni gli altri. Insistette più volte anche sul fatto che continuassero a farlo nello stesso modo in cui egli aveva amato loro.

La novità di una nuova esperienza d’amore


La novità di una nuova esperienza d’amore

Come possiamo vedere, la nuova misura consiste nell’amare “come lui ha amato noi”. La nuova modalità è sia di “continuare ad amare”, sia di farlo reciprocamente, “gli uni gli altri”. In ultimo, il nuovo accento è posto sulla “reciprocità nelle relazioni tra credenti”.

Gesù ci amò dando la sua vita per noi; confidando in Dio Padre e nello Spirito Santo fedelmente, totalmente, liberamente e incondizionatamente.
Possiamo amarci gli uni gli altri e continuare a farlo. Non è abbastanza che io ami qualcuno. Deve essere coinvolta una reciproca e duratura relazione. Dio vuole assicurarsi che, mentre uno osserva il vecchio comandamento del dare amore, riceve amore a sua volta da colui che è amato. Perché?

E’ perché gli esseri umani non possono vivere senza amore. Così, quando ci amiamo gli uni gli altri e continuiamo a farlo nonostante qualsiasi cosa od evento, siamo in sintonia non solo con noi stessi e con l’ambiente, ma anche con gli altri. Questo atto disinteressato, prevedibile e duraturo consente agli altri di rispondere al nostro amore amandoci a loro volta.

E’ importante notare che Gesù rivolse solo ai suoi discepoli la novità dell’amore reciproco. Era già stato detto che potevano amare il loro prossimo e perfino i loro nemici. Comunque ora la sua preghiera per loro era che fossero uniti, come lo erano lui ed il Padre. L’unità è un risultato dell’intimità nelle relazioni. Questo richiede autenticità, radicata nella fiducia nel potenziale di ciascuno di amare Dio, noi stessi e gli altri. Dalle parole di Gesù, traspare che l’esperienza dell’amore reciproco è possibile solo nello Spirito Santo. Infatti Gesù disse ai suoi discepoli che la loro esperienza dell’amore sarebbe stato un segno e la prova che appartenevano a lui.

Con la conseguenza che, continuando a confidare fedelmente in lui, non sarebbe loro mancato niente per il pieno sviluppo della loro personalità e del loro potenziale. Lo Spirito Santo è quell’amore che possiamo attivare in noi e attraverso di noi.

Le parole chiave sono ancora una volta fedeltà e fiducia. Gesù, essendo vero Dio e vero uomo, come se non fosse Dio(1), ci ha mostrato che è possibile amare così, che l’uomo è nato per amare e che solo nell’amore esprime il suo potenziale raggiungendo il suo scopo che è vivere secondo il piano di vita che Dio ha disegnato per ciascuno di noi.

Maurizio Tiezzi

(1) Kathrine Kullman