Settembre 15, 2016

Cambiare e diventare

Quando penso ad argomenti come ‘cambiamento’ e ‘trasformazione’, penso spesso alle parole che Paolo ha scritto al proposito, riferendosi in particolare alla mente.

Nella sua lettera ai Romani (Rm. 12,2), Paolo invita i credenti a non conformarsi agli standard di questo mondo, ma a lasciarsi trasformare mediante il rinnovamento delle loro menti. Così che possano conoscere ciò che Dio vuole e convenire che ciò che Dio vuole è buono, soddisfacente e in grado di avere successo.

Ma cosa vuol dire “rinnovare la mente”? Molti dicono che all’inizio del suo ministero pubblico (Mt 4, 17) Gesù esortava le persone al cambiamento del proprio “modo di pensare”, dato che questo è lo stretto significato della parola greca (metanoiete) utilizzata nel passo in questione.

Tuttavia, ritengo più opportuno tornare alla lingua originale di Yeshua per ritrovare il pieno significato delle sue parole. La parola greca “metanoiete” esprime solo parzialmente il senso della corrispondente parola ebraica “t’shuvah” (tornare, ritornare) che Yeshua aveva sicuramente usato e che, nel nostro contesto, si riferisce non tanto e non solo a modi di pensare o approcci mentali, ma ad agiti comportamenti concreti. T’shuvah significa “svolta” nella condotta” e “ritorno” a Dio, mediante un comportamento agito conforme alle divine istruzioni sulla giustizia (Torah). Pertanto, mentre il greco conduce essenzialmente al mero cambiamento dei concetti mentali applicabili nel ragionamento e delle opinioni, l’ebraico rimanda al comportamento che passa da un intimo cambiamento del proprio cuore e da un processo decisionale.

Cerchiamo, pertanto, di saperne di più su ciò che Gesù poteva voler dire; e, a tal fine, suggerisco di guardare più da vicino tre passaggi delle Scritture.

Cambiare e diventare!

Cambiare e diventare!

In Mt 18, 1-3 i discepoli chiesero a Yeshua: “Chi è il più grande nel regno dei cieli?”. Lui chiamò un bambino, lo mise in mezzo a loro, e disse: “Se non cambiate e non diventate come i bambini, non potrete entrare nel Regno dei Cieli! Così, il più grande nel regno è chi si rende umile come questo bambino “.

Inoltre, in Mt 5 si legge che “Beati sono i poveri nello spirito”, riferendosi a coloro che, ancorché ricchi, mantengono un’attitudine di umiltà, tipica delle persone povere.

Infine, in Mt 11, 28-30 Gesù ha detto: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete il mio giogo e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero”.

Gesù ci insegna che per entrare e diventare grandi nel Suo Regno abbiamo bisogno di passare attraverso un processo di cambiamento che comporta la trasformazione della condizione del nostro cuore. I bambini sono umili e tale umiltà è la condizione richiesta da Gesù per ogni tipo di cambiamento nel nostro comportamento.

Egli ha detto di se stesso di essere mite e umile di cuore e che grazie a questo possiamo imparare da lui come fare la volontà di Dio (questo è ciò che significa “prendere il giogo” della Torah). Il Messia ha detto che se impariamo da lui e conformiamo il nostro cuore al suo, le nostre anime avranno pace e saremo in grado di lasciarci trasformare nella nostra anima, per pensare, sentire, decidere e comportarsi secondo la volontà di Dio.

Credo che la condizione mite e umile del cuore di Gesù trovava corrispondenza nell’azione dello Spirito Santo che lo ispirava con il timore di Dio (Is 11, 2-3). Il cambiamento del cuore è opera dello Spirito Santo, in quanto solo con la sua potenza possiamo essere santificati e possiamo totalmente affidare la nostra vita a Dio. Come ha detto Paolo, solo lo Spirito Santo ci può cambiare a sua stessa immagine, da un grado di gloria al successivo (2 Cor. 3,18).

Il cambiamento non inizia nella mente. Inizia nel cuore. Si tratta di carattere, non di concetti. Di attitudine, non di ragionamenti. Di amore, non di assenso mentale. Esso si fonda sul temere Dio, non sul fare sforzi per conformarsi ai suoi standard.

Solo un coltivato atteggiamento mite ed umile ci rende sempre più capaci di decidere di permettere allo Spirito Santo di cambiare il carattere interiore del nostro cuore, per diventare quello che siamo: figli di Dio, creati a sua stessa immagine, destinati ad essere grandi nel suo Regno!

Maurizio Tiezzi


Articolo tratto da quello pubblicato in inglese nella rivista “Thy Kingdom Carriers”, volume 2016, issue IIII.