Settembre 14, 2015

Il viaggio della felicità che porta alla pace

Il viaggio della felicità è il processo che conduce alla pace.

Comporta accogliere il cambiamento e affrontare il nuovo per esprimere liberamente la nostra identità e la nostra personalità, implicitamente esente da limiti copionali, menzogne, manipolazioni, costrizioni, giochi psicologici e ricatti emotivi.

Tuttavia quando la persona accoglie il Libro della Vita che Dio ha scritto per lei fin dal’eternità, il suo cambiamento non è e non può essere totalmente immediato. È un divenire che rispetta la persona che si era adeguata alle Sue stesse scelte, antiche ma ormai rodate e sicure nel loro risultato strategico.

Quando accettiamo Dio e decidiamo di confidare nel Suo piano, il Signore non arriva con il diserbante per distruggere in un attimo tutto quello che fino ad allora era stata la nostra vita. Piuttosto, ci porta a decidere il cambiamento accompagnandoci nello sviluppo della consapevolezza di chi siamo e di come funzioniamo (identità e personalità).
Possiamo lasciare solo ciò di cui mano a mano diventiamo consapevoli.

Insomma, Dio rispetta la fisiologica modalità di funzionamento della persona e per prima cosa ci porta a conoscere chi in realtà siamo.

Gesù stesso ci ha detto che questo è il Suo modo di fare. La nota parabola del grano e della zizzania (Mt. 13, 24-30; 36-43) parla di come il nemico, che è il diavolo, semini zizzania nel campo dove il Signore ha seminato il grano. Fa crescere piante nocive in mezzo a quelle utili e benefiche, in modo da contaminare il seme buono e infestare il campo, che, nella parabola, rappresenta il mondo. Seminare zizzania nel campo di grano di un vicino vuol dire distruggere totalmente ogni sua fonte di sussistenza.

La zizzania è un’erbaccia che, fino al momento in cui la spiga è matura, a malapena è distinguibile dal grano. Solo allora le due piante si distinguono e si possono separare senza danneggiare quelle buone. Altrimenti, dice Gesù nella parabola, potrebbe succedere che, raccogliendo la zizzania, si sradichi anche il grano.

La parabola è espressamente riferita da Gesù sia al fatto che nel mondo convivono figli del Suo regno e figli del maligno, sia alla “mietitura” degli uomini che verrà fatta alla fine del mondo. Ma possiamo cogliervi anche il modo di procedere di Dio e del diavolo in relazione al concetto della maturazione. E questo è il tema della mia riflessione sul punto in questione e sulla pace in generale.
Il diavolo cerca di soffocare e infestare ciò che Dio ha già fatto per il bene degli uomini. Propone agli esseri umani cose simili a quelle di Dio, ma, ovviamente, mai uguale. Questa immagine sta ad illustrare i suoi sforzi tesi ad infiltrare la menzogna nella verità e mischiare le due affinché non siano più riconoscibili, infestando la verità e soffocandola. Questa è la pace che il mondo può dare.
La parabola insegna che fino a che il grano non manifesta la propria identità non è possibile separarlo dall’erbaccia infestante. La scelta della pianta buona è legata al riconoscimento della sua identità. La separazione dalla menzogna è legata alla consapevolezza dell’identità.

Gesù è molto attento a precisare che se si cerca di separare ciò che Dio ha seminato da quello che ha seminato il diavolo prima che l’identità del seminato sia chiara, si rischierebbe di distruggere anche il grano.

L’allusione all’intreccio tra grano e zizzania come frutto della menzogna è evidente e Dio è paziente. Aspetta che il grano si distingua per identità.

La parabola è utile anche con riferimento alla contrapposizione tra vita copionale e vita autonoma. Tra il Libro della Vita e il libro della menzogna. Dio ha preparato per noi una vita che già ha conosciuto prima che nascessimo e ce l’ha offerta perché potessimo liberamente sceglierla e viverla. Il diavolo, infestando famiglie e culture, mischiando la verità con la menzogna, l’odio con l’amore, il bene col male, porta l’uomo a cibarsi di entrambi i poli opposti, scambiando l’uno per l’altro e viceversa. Così le persone scelgono un copione distruttivo pensando che sia la loro vera vita e che così facendo possano avere la pace. Quando da adulti ricevono la notizia che nella loro natura è seminata “di serie” la Vita vera che Dio ha pensato per loro, che autonomamente la possono scegliere, a che non è quella che hanno vissuto fino ad allora, purtroppo la zizzania è già stata seminata in loro. Il copione è già perfezionato, il sistema diabolico è già rodato e dà sicurezza perché è uno spettacolo che va in scena da tanti anni e raggiunge il suo obiettivo.

Qui inizia la battaglia, ed è un processo.

È un processo di crescita che porta alla manifestazione consapevole dell’identità della persona. Quando l’individuo raggiunge questa consapevolezza è pronto a decidere di cambiare, abbracciare il Libro della Vita e tagliare l’erbaccia mano a mano che ha consapevolezza di ciò che aveva deciso prima e che non è compatibile con la su nuova Vita.
Ogni cambiamento è frutto della crescita e della maturazione del processo di consapevolezza della propria identità. Una volta che la nostra identità è chiara e distinta, riconoscibile, allora siamo pronti per la separazione dalla zizzania.

La crescita non avviene tutta insieme in tutte le aree della nostra vita. Passo passo si allargherà a ogni suo campo, ma avviene laddove siamo pronti per essere separati. Avviene come per cerchi concentrici. Ecco perché ci vuole pazienza. Ecco perché non possiamo pretendere da noi stessi di saltare fuori dal copione in un batter d’occhio. Si rischierebbe di distruggerci e Dio ci rispetta in questo, accompagnandoci nella crescita identificatoria.

Da piccoli ci adattammo all’ambiente esterno a noi ostile, sviluppando congetture e strategie di sopravvivenza che in effetti funzionarono.
Crescendo e seguendo il Libro della Vita, abbiamo oggi la capacità di adattarci alla novità di vita che ci presenta la nuova proposta.
Ma, lo ripeto, è un processo, un viaggio durante il quale la bontà e la fedeltà del Signore ci sono compagne (Salmo 23.6). E’ un viaggio che porta alla pace che Gesù da.
Tanto che, se durante questo processo ci sentiamo in pericolo o perfino minacciati dalla novità di vita, riattiviamo subito l’insieme delle possibili risposte ripetitive che possiamo dare, quasi come un software di serie che si attiva quando non vogliamo rischiare.

L’individuo può vivere la Vita di Dio se, ricevuto lo Spirito Santo, crescendo, si lascia costruire da lui come persona, uscendo dal copione, mentre diventa sempre più consapevole della propria identità. Non possiamo, dunque attribuire ritardi a Dio che, invece, aspetta pazientemente che siamo pronti per tutto ciò che ha previsto per noi.
Il processo di acquisizione della consapevolezza della nostra identità è in realtà un processo di trasformazione. Riflettendo come in uno specchio la natura dell’Autore della nostra identità, veniamo trasformati nella Sua medesima immagine, portandoci come di gloria in gloria a superare i limiti copionali verso la nostra Vita vera.
Ogni cambiamento trova la sua forza e il suo compimento nella forza che viene dall’identità della persona e dalla consapevolezza che ne ha. La garanzia del successo duraturo è solo l’azione dello Spirito del Signore che dimora nel nostro spirito.

Meglio sarebbe non aver mai costruito un copione. Meglio sarebbe vivere sempre nell’amore, sicuri e fiduciosi nella fedeltà amorevole e accudente dei nostri genitori, dei contesti familiari, sociali e culturali nei quali ci troviamo a vivere. In base a quanto abbiamo detto finora, se fosse così non ci sarebbero copioni e ognuno vivrebbe una vita felice, autentica, autonoma, intima con gli altri e senza paura. Non a caso Gesù disse ai suoi che comandava loro solo una cosa, che si prendessero cura (Gv. 13,14) gli uni degli altri e si amassero gli uni gli altri come Lui aveva fatto a loro e con loro! (Gv. 13,34-35; 15,12; 15,17). In questo modo tutti avrebbero riconosciuto che la loro vita era diversa e avrebbero voluto saperne di più e averla anche loro. Per Gesù, quelli che hanno fiducia in Lui hanno il potere di dare prova che da Lui vengono e che stanno vivendo la Sua vita su questa terra. Quella vita scritta nel Libro della Vita. La Vita eterna. Fin da ora.


Estratto dal libro dell’autore dal titolo “La vita in 4D”, Evangelista Media 2013.