Luglio 16, 2019

Identità, famiglia e la sua guida fedele: i doni dello Spirito Santo per la mia vita

by Fondazione Cantonuovo in Testimonianze

Sono cresciuta in una famiglia dove Gesù non solo non era contemplato ma addirittura bistrattato con bestemmie da parte di entrambi i miei genitori.

In questa famiglia io non ho mai avuto un modello d’amore e quando ho avuto 8 anni i miei genitori si sono separati.

Questo ha provocato in me una grossa crisi esistenziale tanto che già a quell’età iniziavo a chiedermi chi io fossi e quale fosse il motivo della mia esistenza. A queste domande non solo non avevo risposta, ma nei momenti per me più difficili, quelli in cui il mio non sentirmi amata si faceva più sentire, pensavo che non ci fosse ragione della mia esistenza e che era meglio non essere mai nata.

Mi ero circondata di amicizie dannose e non sincere e il risultato era che all’età di 11 anni bevevo, fumavo e dicevo bestemmie. Allo stesso tempo continuavo a sentire il bisogno di appellarmi a qualcosa, a dei valori che mi definissero e che dessero un senso alla mia vita. Inizialmente li trovai in idee politiche estreme e violente tanto che a 13 anni lessi il Mein Kampf, per poi spostare l’interesse in età adolescenziale sullo studio approfondito della filosofia.

Tutto ciò però non dava risposte alle mie domande.

All’età di 14 anni ho conosciuto la mia migliore amica e ho iniziato a stare a contatto con lei e la sua famiglia, frequentando la loro casa quotidianamente. La cosa per me rivoluzionaria e disarmante fu che, per la prima volta, vedevo un nuovo modello di relazione basato sull’amore e ben presto mi resi conto che la normalità era molto diversa da come io pensavo che fosse. L’amore che si respirava in casa loro era talmente forte che in alcuni momenti facevo fatica a concepirlo.

In quel momento ho avuto l’occasione di parlare di temi profondi soprattutto con il padre della mia amica. Lui mi testimoniava continuamente del Signore, mi parlava della Bibbia, mi raccontava fatti che gli erano successi ed esperienze che aveva vissuto e visto coi suoi occhi, non ultime quelle di guarigione e liberazione.

In cuor mio ci credevo, ma non riuscivo a cedere. Avevo delle fortezze mentali che mi impedivano di abbandonarmi a questa realtà fino in fondo. Finché un giorno, all’età di circa di 17 anni, durante una delle mille conversazioni fatte su questi temi, non so perché né come, sentii di mollare assecondando questa spinta. Per me ciò ha significato credere profondamente che quello che sentivo è la verità.

All’età circa 18 anni ho iniziato a frequentare il Cantonuovo. Era una cosa nuova, bellissima. Mi sentivo come in una famiglia, una famiglia spirituale.

Dopo due anni, nel 2013 ricevetti lo Spirito Santo tramite il battesimo e quello fu anche l’anno della prova. Finito il liceo, che per me era un guscio protettivo, mi ritrovai a dover capire cosa volessi fare della mia vita. In quei mesi non parlavo più con la mia migliore amica –persona per me sempre fondamentale- per via di un torto che io stessa le avevo fatto. Mia madre mi aveva sbattuto fuori di casa per una serie di ragioni e per la prima volta avrei dovuto trascorrere del tempo all’estero. Avevo perso ogni riferimento. Avevo il panico. La sensazione di non capire chi fossi si acutizzava.

Allo stesso tempo però avevo una certezza e cioè che, nonostante stesse andando tutto male, Dio era con me. Non mi avrebbe lasciato sola. Era una certezza che non veniva da me. Era profonda e incrollabile. Ho mantenuto quella fiducia fino ad arrivare finalmente al battesimo nello Spirito con cui ho deciso di dare la mia vita a Gesù. Improvvisamente mi sono sentita completamente riempita tanto da non riuscire a trattenere gli strani discorsi in lingue che uscivano da me. Ho sentito un forte senso di pace e di conforto.

Da quel momento ho iniziato un percorso di studi che ho terminato con successo. Lo Spirito Santo ha continuato a coltivare in me i valori di Gesù, che sono divenuti anche i miei.

Oggi posso testimoniare non solo di sapere chi sono e cosa ci faccio qui, ma anche e soprattutto di essere amata. Da avere una famiglia che reputavo inadeguata mi ritrovo ad averne tre: una biologica, che ho imparato ad accettare, una “adottiva” e una spirituale.

Il Signore mi fa sentire costantemente il suo amore. Voglio ringraziare Gesù per quello che mi ha dato: per essersi fatto conoscere e per aver messo sulla mia strada persone meravigliose che mi hanno amato incondizionatamente al punto da farmi sentire il desiderio di riversare sugli altri l’amore e l’aiuto che gratuitamente ho ricevuto.